Workshop_40/ Wild energies: vento, fuoco e persone in movimento

Led by Marguerite Kahrl and Marjetica Potrč

PAV | PARCO ARTE VIVENTE | Centro sperimentale d’arte contemporanea
Via Giordano Bruno, 31 10134 Torino t/f +39 011 3182235.

Friday, March 20, 3:30 p.m. – 5:30 p.m., meeting with contact persons
Saturday, March 21, 10:00 a.m. – 4:00 p.m., participatory planning with groups

During a one-year participatory project, Marguerite Kahrl and Marjetica Potrč, working closely with residents, aim to make a new Permaculture map of the neighborhood and an on-site project in the neighborhood.

In contrast to maps showing urban elements such as spaces, buildings and their function, the new Permaculture map aims to trace how wild energy passes thru the neighborhood, including flows of wind, noise, water, people and plants in this highly transient neighborhood. The Permaculture map aims to build a new understanding of how to achieve a sustainable existence in a neighborhood in constant flux. The PAV neighborhood presents a great opportunity to understand the city in permanent change, and for residents to take action. The map can be used as a tool for residents to interpret the place in a new way, shape participative governance in their neighborhood, while redefining their lives and environment towards sustainable urban existence. Finally, Kahrl and Potrč will design an on-site project together with residents to show the power of the neighborhood and to start the transition to a more resilient community.

In contrast to maps that show urban elements such as public spaces, buildings and their uses, mapping using permaculture methodology aims to trace the natural, wild energy that flows through the area, including wind flows, environmental noise, waterways, people and plants that transit within the neighborhood. The permaculture map that will be created aims to build a new awareness of how to achieve a more sustainable existence in an ever-changing neighborhood. The area in which PAV is located represents a great opportunity to understand the changing city and the actions that its residents can promote. The map can be used by the inhabitants as a tool to interpret the spaces in a new way, to find forms of participatory management of their neighborhood and the possibility to redefine their life and environment in the direction of a sustainable urban existence. Marguerite Kahrl and Marjetica Potrč intend to promote a field project together with residents to show the strength of the neighborhood and initiate a transition towards a resilient community model.

Permaculture is a holistic approach to environmental sustainability based on design principles aimed at caring for the Earth and people in the direction of equitable sharing. Permaculture design methods can be used to improve the quality, productivity and creativity of our lives, communities and environment. Ten years ago, Permaculture principles were used by environmentalist Rob Hopkins as a tool to initiate the Transition Towns project. The movement, which began in Totnes, England, has become a successful example of a grassroots community-based project that seeks to build resilience in response to resource exploitation, climate destruction and economic instability.

Surveys of the Lingotto, Nizza Millefonti and Filadelfia neighborhoods, where PAV is located, small towns in the City of Turin, will contribute to a new way of understanding the territory, as well as the ability to develop interconnections with the Experimental Center for Contemporary Art. Six years after PAV’s inauguration, and on the occasion of the 40th workshop conducted by the artists, Wild energies will be an opportunity to involve community members, across social and cultural divides, united for the development of a place-specific project.

Permaculture has many similarities to the landscape design that Gilles Clément did at PAV, in the design of human settlements and agricultural systems where what is marginal is used, recognizing that there is more biodiversity in environments that meet, overlap. The workshop aims to include and expand this Third Landscape design approach along with some of Clément’s points for a Nouvelle Gouvernance, such as designing for the common good, emerging ecosystems, and self-sufficiency.

(Italian version)
Al contrario delle mappe che mostrano elementi urbani, come spazi pubblici, edifici e il loro utilizzo, la mappatura attraverso la metodologia della permacultura si propone di tracciare l’energia naturale e selvaggia che attraversa il territorio, compresi i flussi dei venti, i rumori ambientali, i corsi d’acqua, le persone e le piante che transitano all’interno del quartiere. La Mappa Permacultura che verrà realizzata mira a costruire una nuova consapevolezza di come raggiungere un’esistenza più sostenibile in un quartiere in continuo mutamento. La zona in cui il PAV si trova rappresenta una grande opportunità per capire la città che cambia e le azioni che possono promuovere i suoi residenti. La mappa può essere utilizzata dagli abitanti come strumento per interpretare gli spazi in modo nuovo, trovare forme di gestione partecipativa del loro quartiere e la possibilità di ridefinire la loro vita e l’ambiente nella direzione di una esistenza urbana sostenibile. Marguerite Kahrl e Marjetica Potrč intendono promuovere un progetto sul campo insieme ai residenti per mostrare la forza del quartiere e avviare una transizione verso un modello di comunità resiliente.

La Permacultura è un approccio olistico alla sostenibilità ambientale basato su principi di progettazione volta a prendersi cura della Terra e delle persone nella direzione di una condivisione equa. I metodi di progettazione della Permacultura possono essere utilizzati per migliorare qualità, produttività e creatività della nostra vita, della comunità e dell’ambiente. Dieci anni fa i principi della Permacultura sono stati utilizzati dall’ambientalista Rob Hopkins come strumenti per avviare il progetto Transition Towns (Città di Transizione). Il movimento, iniziato a Totnes in Inghilterra, è diventato un esempio riuscito di progetto partito da una comunità di base che cerca di costruire forme di resilienza in risposta allo sfruttamento delle risorse, distruzione del clima e instabilità economica.

Le indagini sui quartieri Lingotto, Nizza Millefonti, Filadelfia, dove il PAV si trova, piccole città nella Città di Torino, potranno contribuire a un nuovo modo di intendere il territorio, oltre alla capacità di elaborare interconnessioni con il Centro sperimentale d’arte contemporanea. A sei anni dall’inaugurazione del PAV, e in occasione del quarantesimo workshop condotto dagli artisti, Wild energies sarà l’occasione per coinvolgere i membri delle comunità, al di là di divisioni sociali e culturali, unite per lo sviluppo di un progetto specifico del luogo di appartenenza.

La Permacultura ha molte analogie con il disegno del paesaggio che Gilles Clément ha realizzato al PAV, nella progettazione di insediamenti umani e nei sistemi agricoli dove viene utilizzato ciò che è marginale, riconoscendo che vi è più biodiversità in ambienti che si incontrano, si sovrappongono. Il workshop intende includere ed espandere questo approccio di progettazione del Terzo Paesaggio insieme ad alcuni dei punti di Clément per una Nouvelle Gouvernance, come la progettazione per il bene comune, gli ecosistemi emergenti e l’autosufficienza.

PAV | PARCO ARTE VIVENTE
Il Parco Arte Vivente s’inserisce nel sistema museale cittadino dell’arte contemporanea, già ricco e articolato, con una sua specificità: l’analisi e la sperimentazione dell’Arte del vivente. Sorto su un’area urbana ex industriale, il PAV si delinea quale luogo di scambio, d’incontro, di ricerca sulle istanze artistiche contemporanee. Il Centro si sviluppa in uno spazio espositivo, concepito secondo i principi dell’architettura bioclimatica, posto all’interno di 23.000 mq di parco con installazioni artistico-ambientali. I programmi si sviluppano in proposte artistiche, culturali e laboratoriali caratterizzate dalla partecipazione attiva dei cittadini alla vita culturale, sensibilizzando ai temi ambientali attraverso lo studio e la sperimentazione dei linguaggi espressivi della contemporaneità.
La ricerca in campo etico-estetico della relazione tra la natura e i suoi abitanti attiva spunti concreti e meccanismi di consapevolezza che possono preludere a una reale trasformazione dei comportamenti e delle attitudini. Il riflesso di queste azioni partecipative si manifesta in programmi svolti in collaborazione con la cittadinanza e con enti territoriali come scuole, biblioteche civiche, Centri diurni, Associazioni, ASL. Ai pubblici con disabilità o disagio psichico sono dedicati percorsi accessibili, dalla visita alle mostre, ai programmi in atelier. Laboratori, workshop, percorsi, incontri pubblici sono concepiti come approfondimenti delle opere esposte, con il fine di facilitarne la comprensione e la contestualizzazione, e possono essere vissuti come vere e proprie esperienze sociali.

AEF | ATTIVITÁ EDUCATIVE E FORMATIVE
Le attività rivolte alle scuole e al pubblico interessato a un apprendimento continuo e permanente, sono strutturate in specifici e pluridisciplinari campi d’indagine: Biologia Creativa, Microsguardi, Ibridazioni e Paesaggi, quattro ambiti d’approfondimento che permettono di sperimentare i processi adottati dagli artisti presenti nelle esposizioni permanenti e temporanee. Tutte le proposte laboratoriali in programma sono declinate in base alle differenti fasce d’età e sono accessibili alle persone con disabilità.

WORKSHOP – Art Program
Le attività di workshop condotte dagli artisti prevedono un coinvolgimento attivo del pubblico adulto e sono rivolte a giovani artisti, operatori culturali, educatori e docenti, studenti universitari e a quanti siano interessati a vivere un’immersione concreta in eventi artistici, laboratoriali, dove la dimensione individuale dei singoli si proietta all’interno di un contesto sociale collettivo. I workshop, previsti per gruppi di circa 20 persone e della durata di uno o più giorni, possono generare processi aperti di indagine individuale o portare alla realizzazione di veri e propri esiti partecipativi con la conseguente esposizione dell’opera prodotta.